Rinascente panissa piemontese: un risotto leggendario che ha nutrito i soldati in battaglia

Marco Ferrero

Febbraio 17, 2026

La panissa piemontese rappresenta una delle delizie gastronomiche del Piemonte, un piatto che affonda le sue radici in una tradizione culinaria ricca di storia e significato. Non si tratta semplicemente di un risotto, ma di un vero e proprio simbolo di resilienza e sostentamento, capace di nutrire non solo il corpo, ma anche lo spirito. Durante i periodi di conflitto, la panissa divenne un pasto fondamentale per i soldati, grazie alla sua capacità di fornire energia e nutrimento in modo semplice ma sostanzioso. Questo legame con la storia rende la panissa non solo un piatto da gustare, ma anche una testimonianza di quei tempi difficili e delle persone che l’hanno preparata e consumata.

Origini storiche della panissa

Le origini della panissa risalgono a secoli fa, quando i contadini piemontesi utilizzavano ingredienti semplici e facilmente reperibili per creare piatti sostanziosi. La base della panissa è costituita dal riso, ma è l’aggiunta di legumi e spezie che la rende unica. Inizialmente, la panissa era un piatto povero, preparato con ingredienti come fagioli e riso, che rappresentavano il sostentamento quotidiano delle famiglie contadine. Tuttavia, con il passare del tempo, questo piatto ha guadagnato prestigio, diventando un must della cucina piemontese e un simbolo di convivialità.

Un aspetto che molti sottovalutano è che la panissa non è solo un piatto, ma una vera e propria tradizione che si è evoluta nel tempo. Originariamente, si preparava con riso cotto in un brodo ricco di gusti, ma le varianti locali hanno portato a creazioni uniche, ognuna con la sua storia e i suoi ingredienti segreti. Ad esempio, nella zona di Vercelli, la panissa è particolarmente apprezzata per l’uso di riso Carnaroli, che conferisce al piatto una consistenza cremosa e avvolgente. Detto tra noi, ogni famiglia ha la sua ricetta, e spesso ci si tramanda di generazione in generazione, rendendo ogni piatto un’esperienza unica e personale.

Un piatto per i soldati

Durante le guerre, specialmente nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, la panissa si rivelò un alimento fondamentale per i soldati. La sua preparazione semplice e veloce la rendeva ideale per essere cucinata anche in condizioni difficili. Molti soldati piemontesi si ricordano di come la panissa fosse una delle poche certezze in un contesto di incertezze e difficoltà. Le sue proprietà nutritive, unite alla facilità di trasporto e conservazione, la resero un piatto privilegiato nelle razioni alimentari dell’esercito.

La panissa era cucinata in grandi pentoloni, permettendo di sfamare un gran numero di persone in un colpo solo. Gli ingredienti venivano spesso adattati in base a ciò che era disponibile, il che portava a versioni diverse del piatto, ma sempre mantenendo il suo carattere sostanzioso. Nonostante le condizioni avverse, i soldati riuscivano a trovare comfort e familiarità nel sapore di questo piatto, che ricordava loro i pranzi a casa. Ho imparato sulla mia pelle che il cibo ha un potere straordinario: riesce a ricreare legami e ricordi anche nei momenti più bui.

La ricetta tradizionale

Preparare la panissa piemontese richiede attenzione e cura, poiché ogni passaggio è fondamentale per ottenere un risultato ottimale. Gli ingredienti principali comprendono riso, fagioli, cipolla, brodo vegetale e spezie come pepe e rosmarino. La scelta del riso è cruciale: il Carnaroli è il preferito, grazie alla sua capacità di assorbire i sapori senza alterare la sua struttura. I fagioli, solitamente borlotti, vengono cotti insieme al riso, creando un connubio perfetto di sapori e consistenze.

La preparazione inizia con la rosolatura della cipolla in olio extravergine d’oliva, fino a ottenere una doratura leggera. A questo punto, si aggiungono i fagioli già lessati e, dopo qualche minuto, il riso. La tostatura del riso è un passaggio fondamentale, poiché permette di aprire i chicchi e favorire l’assorbimento del brodo. La verità? Nessuno te lo dice, ma un buon brodo fatto in casa può fare la differenza in questo piatto.

Un aspetto da considerare è che la panissa può essere arricchita con ingredienti aggiuntivi, come salsiccia o carnesciutta, per un sapore ancora più robusto. Tuttavia, la ricetta tradizionale rimane un simbolo di semplicità e gusto. Ah, quasi dimenticavo: una spruzzata di parmigiano grattugiato alla fine può dare un tocco di cremosità in più, rendendo la panissa ancora più irresistibile. Infine, non dimenticare di servirla calda, accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso del Piemonte, per una vera esperienza gastronomica.

FAQ

  • Quali ingredienti costituiscono la panissa piemontese? La panissa è principalmente a base di riso, legumi e spezie. Gli ingredienti possono variare a seconda delle varianti locali e delle ricette tramandate in famiglia.
  • Perché la panissa è considerata un simbolo di resilienza? La panissa rappresenta un pasto sostanzioso che ha nutrito i soldati durante i conflitti, diventando un simbolo di speranza e sostegno in tempi difficili.
  • In che modo la panissa si è evoluta nel corso degli anni? Originariamente un piatto povero, la panissa ha guadagnato prestigio nel tempo, trasformandosi in un must della cucina piemontese con varianti uniche in diverse località.
  • Qual è la differenza tra la panissa e un risotto tradizionale? La panissa si distingue per l’uso di legumi e la preparazione in un brodo denso, mentre il risotto è solitamente più cremoso e preparato esclusivamente con riso e brodo.
  • Come veniva preparata la panissa durante le guerre? Durante le guerre, la panissa era cucinata in grandi pentoloni, permettendo di sfamare molti soldati e adattando gli ingredienti in base a ciò che era disponibile.
×